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Come dichiarare i profitti realizzati in Italia e all’estero, con e senza partita IVA

Profitti Italia

È importante guadagnare, ma è altrettanto importante dichiarare al fisco nella maniera giusta i profitti prodotti e le relative spese.
Se non si dispone di partita IVA è possibile guadagnare fino a 5.000€ lordi all’anno. Superata tale soglia è necessario regolarizzarsi come professionista e aprire una partita IVA per continuare a guadagnare nei limiti della legalità. I guadagni al di sotto dei 5.000€ sono da considerarsi come prestazioni occasionali e sono tassati al ed è l’azienda che ha l’onere di versare questa somma all’erario in quanto ritenuta d’acconto.

Però il lavoro svolto come prestazione occasionale, come dice il termine stesso, è una collaborazione a termine che decade nel caso in cui divenga continua nel tempo.

Profitti Italia
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All’interno del D.P.R. 633/72, all’articolo 5, si può leggere: “Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche ovvero da parte di società semplici o di associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata delle attività stesse”.

Nel caso in cui si lavori in maniera continua e costante con Google AdSense e altri network di affiliazione su un blog la partita IVA è necessaria perché l’attività non è occasionale, quindi bisogna fare molta attenzione al tipo di collaborazione che si intraprende.

Il nostro focus è quello di operare con le Agenzie di Comunicazione, di Marketing, e Digitali che rappresentano un HUB per i propri clienti

Massimiliano Vigilante

Nel caso in cui un affiliato senza partita IVA lavori realmente in maniera occasionale con un network di affiliazione italiano andrà incontro a questo scenario: se ha generato 100€, si tratta di una cifra lorda, per cui a lui vengono versati 80 € e i restanti 20€ sarà il network stesso che provvederà a versarli all’erario come ritenuta d’acconto.


Se invece un affiliato possiede partita IVA e ha generato 100 € deve provvedere a emettere fattura al network di 100 € + IVA, che si verserà all’erario nei mesi a seguire.

Per quanto riguarda l’affiliazione in CPA potrebbe accadere per esempio, che tramite il text link un affiliato senza partita IVA possa vendere un abbonamento a SKY a un familiare guadagnando la sua revenue. Per quanto riguarda invece servizi che per generare un guadagno necessitano di un’esposizione di banner sul proprio sito in maniera continuativa, come per esempio Google AdSense, è necessario aprire la partita IVA. Se l’affiliato italiano senza partita IVA preleva un link di affiliazione da un network straniero, dovrà comunque evidenziare il ricavo che genera tramite una ricevuta di prestazione occasionale, ma non potrà il network fungere da sostituto d’imposta, quindi non ci può essere l’esposizione e il versamento della ritenuta d’acconto. I ricavi cosi evidenziati potranno o dovranno essere esposti tramite il 730 nel quadro redditi diversi oppure nel modello UNICO nel quadro RL, Ina e bene consultare opportunamente in questi casi il proprio commercialista.

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Un affiliato con partita IVA, invece, se lavora con un network di affiliazione con sede all’estero, indicato dal fisco come soggetto comunitario, è soggetto all’inversione contabile (Reverse Charge) e l’IVA viene assolta dal destinatario, per cui l’affiliato dovrà fatturare le commissioni senza IVA e specificare nella fattura la dicitura “Operazione fuori campo IVA art. 7-ter D.P.R. 633/72”.

Per emettere fatture verso società che hanno sede in Paesi intracomunitari, è necessario essere iscritti al VIES (Sistema elettronico di scambio dati) e inviare il modello INTRASTAT, che è un riepilogo che dichiara tutte le fatture emesse e ricevute per altri Paesi esteri.

I network di affiliazione italiani richiedono sempre la fattura prima di emettere il pagamento, mentre i network esteri si comportano in modi differenti; alcuni necessitano di fattura per emettere il pagamento, altri hanno bisogno solo del numero di fatturazione e altri ancora solo dell’autorizzazione di pagamento senza fattura. Quando il network non richiede fattura è necessario creare comunque la fattura in data del pagamento ricevuto e dichiararla nel modello INTRASTAT. E preferibile sempre rivolgersi a professionisti del settore per lavorare nel pieno della legalità e non incorrere in sanzioni.

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