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La nuova frontiera: Bitcoin e le altre valute virtuali

Bitcoin

I Bitcoin è una valuta, che pur se virtuale consente reale scambio di ricchezza, ha avuto un primo momento di sviluppo, per poi essere intesa principalmente come modalità di acquisto per traffici illeciti e nel cosiddetto deep internet.

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Oggi i Bitcoin stanno vivendo una nuova popolarità

associata all’utilizzo di tecnologie da essa derivate come il blockchain: un database di tutte le transazioni Bitcoin eseguite sul mercato, in un ordine cronologico, sicuro e non manipolabile.

Tale sicurezza ha consentito l’applicazione del modello di pagamento “bitcoin” a settori diversi da quelli per cui era stato inizialmente pensato. Si osservano modelli di pagamento derivati da Bitcoin nel settore diamanti e immobili, ma questi si possono applicare in tutti i settori dove si ha la necessità di trasparenza e certezza, come per esempio, in un prossimo futuro, sul “voto digitale” (per elezioni politiche).

Bitcoin
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Ovviamente i Bitcoin sono sempre più usati anche per i pagamenti on line, e su questi concentreremo la nostra attenzione.

Confrontando la moneta “corrente” ovvero “legale” (banconote e moneta metallica) con i Bitcoin notiamo una serie di rilevanti differenze:
1. la moneta cartacea è falsificabile;
2. la moneta cartacea non è divisibile: una moneta da 10 euro non posso dividerla in due da 5, ma devo “cambiarla”;
3. il Bitcoin è divisibile in unità più piccole;
4. la moneta cartacea presenta costi di produzione, di emissione, di “gestione” (per esempio il costo del conteggio dei soldi per i grandi “transatori” di moneta cartacea, o anche solo il costo di gestione del conto corrente);
5. la moneta cartacea presenta per la propria circolazione dei costi di intermediazione;
6. i tempi di pagamento della moneta cartacea non sono istantanei come per il Bitcoin.

Sempre più spesso lanciamo idee innovative sconosciute o esperimenti web a milioni di utenti. In una parola: Growth Hacking

Massimiliano Vigilante

I Bitcoin presentano alcuni svantaggi

In termini di politica monetaria le istituzioni centrali (Banca Centrale) non hanno controllo sulla sua emissione e quindi sono privati della capacità di impattare su processi inflativi, e di determinare politiche espansive/restrittive.

Inoltre, un forte elemento di incertezza è la tenuta del valore del Bitcoin: questo infatti presenta fluttuazioni molto rilevanti.

Ulteriore problema è la scarsità, per ora, di soggetti che ci consentono di usare la cripto moneta sia in termini di pagamento che in termini di cambio tra Bitcoin/euro.

Bitcoin
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Oltre a Bitcoin c’è di più

Molte infatti sono le altre monete virtuali, o crypto-currency, di cui si sentirà parlare nei prossimi anni e tra queste ci focalizzeremo su Litecoin e Ripple, tra quelle con maggiore capitalizzazione di mercato, e su Peercoin, meno utilizzata ma tecnicamente interessante.

Litecoin è una moneta a creazione fissa, ma con distribuzione casuale, come accade per i Bitcoin. Tuttavia, il suo creatore, l’ex googler Charlie Lee, ha preferito aumentare la base monetaria possibile, che non è di 21 milioni di unità come Bitcoin ma è molto più elevata, 84 milioni di unità. Secondo Lee “il Litecoin può arrivare in più case, in più portafogli virtuali insomma. Non ha tutte le limitazioni del Bitcoin, che comunque rimane un’idea geniale”.

Non è un caso che i tempi di mining, ovvero di creazione e raccolta della valuta, siano assai più bassi dei Bitcoin. Di quanto? Un Litecoin viene creato quattro volte più velocemente di un Bitcoin.

Bitcoin e Litecoin: la velocità delle transazioni

Al contrario delle monete tradizionali, che in caso di transazioni di una certa entità possono essere oggetto di controlli e verifiche, le due principali crypto-currency si basano su algoritmi crittografati e sfruttano le lacune normative, che ancora non hanno legiferato per regolamentare questo genere di scambi. Ecco perché, sull’onda delle due monete principali, ne sono nate altre. Tutte virtuali, tutte basate su algoritmi, tutte con la caratteristica della distribuzione peer-to-peer, tutte indicate come possibili succedanei di Bitcoin in caso di scoppio della bolla a essa legata.

La più interessante di queste è forse Peercoin. Due i principali motivi. A differenza di Bitcoin e Litecoin, questa crypto-currency non ha un limite nella creazione. In teoria, i Peercoin sono infiniti. Questo è un grande vantaggio rispetto alle altre valute elettroniche. Inoltre, ed è qui il punto che la rende più vicina a una moneta tradizionale, il suo creatore, Sunny King, ha progettato l’intero sistema in modo da poter controllare la massa monetaria. È previsto, infatti, il target di un tasso d’inflazione dell’1%, un fattore che rende la struttura di mining molto simile alla creazione di moneta da parte di una banca centrale tradizionale.

Ripple tecnicamente non è proprio una valuta, bensì un protocollo Internet. Serve per inviare e ricevere pagamenti, un po’ come PayPal. Si compone di tre parti: un network di pagamenti, una borsa e una crypto-valuta, che si può utilizzare all’interno del sistema. Si possono associare anche conti correnti bancari, denominati in valute tradizionali, e successivamente utilizzare questi fondi per le transazioni su Ripple con la valuta di riferimento. È considerato il sistema più valido e meno vulnerabile alle fluttuazioni valutarie, dato che è basato su sia monete reali sia divise virtuali. Attualmente è utilizzato anche da banche come UniCredit, UBS o di Santander.

Che si tratti di Bitcoin, di Litecoin o delle altre monete virtuali, un punto cruciale è quello legato alla sicurezza. Sono frequenti, infatti, i furti di denaro virtuale. Gli hacker hanno presto capito l’antifona e hanno iniziato a sfruttare le lacune nella protezione dei singoli sistemi per avvantaggiarsi. Attualmente, secondo l’opinione di Morgan Stanley, non esiste una crypto-valuta del tutto immune da questo genere di attacchi. Tuttavia, la banca statunitense ha rimarcato che, a livello di mercato, l’evoluzione è ancora embrionale. “Manca una regolamentazione specifica, mancano controlli delle authority finanziarie, è come se si fosse ancora nel pieno dell’anarchia normativa”, sottolinea Morgan Stanley.

La verità è che quello delle monete virtuali è un mercato del tutto in evoluzione. Oggi la star è Bitcoin, quale sarà la prossima? Saranno i consumatori finali a definirlo. E Per farlo, ricorda Morgan Stanley, sceglieranno la valuta con il più alto standard di sicurezza.


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